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AGENZIA HABESHA PER LO SVILUPPO E LA COOPERAZIONE (AHSC)
ASSOCIAZIONE IMMIGRATI ERITREI IN ITALIA (A.I.E.I.)
ASSOCIAZIONE SALVIAMO IL POPOLO ERITREO (ASPER)
COORDINAMENTO DEMOCRATICI ERITREI IN ITALIA (CCDEI)
MOSSOB - COMITATO DI SOLIDARIETA’ CON L‘ERITREA -
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COMUNICATO – STAMPA
ROMA, 23 FEBBRAIO 2006
In un
momento in cui, in varie parti del mondo, iniziano ad innalzarsi
sempre di più le voci di denuncia nei confronti della grave situazione
di repressione dei diritti umani in Eritrea, il regime di Isayas
Afeworki, da una parte sofferente di sindrome da accerchiamento cerca
sempre di deviare la propria crisi interna verso responsabilità
esterne e dall’altra parte, con iniziative di presentazione di
“mostre” sulle bellezze del paese, tende a salvare la propria pessima
immagine che si è fatto all’estero in questi ultimi anni, cercando di
promuovere ogni sorta di iniziative di “solidarietà” ad un governo
eritreo, inesistente.
La
presunta “mostra” annunciata dall’Ambasciata eritrea, proprio il
giorno 23 febbraio, in concomitanza con il Convegno sull’Eritrea
promosso dalla Vice-Presidenza della Provincia di Roma per dibattere
sul tema: Pace - Democrazia - Diritti, dove è stato anche
invitato l’ambasciatore eritreo, rientra proprio nell’ottica di
cercare inutilmente di deviare l’attenzione politica dell’opinione
pubblica italiana ed eritrea.
Quando
nel 1991, dopo una lunga ed eroica guerra di liberazione contro
l’occupazione militare etiopica, costata enormi vite umane e risorse,
il popolo eritreo aveva visto aprirsi una nuova speranza ed un futuro
migliore capace di garantirli una costituzione democratica, un governo
eletto democraticamente, un miglioramento delle proprie condizioni di
vita economica, il diritto alle fondamentali libertà di espressione
politica e sociale ed una pacifica convivenza con i popoli fratelli
dei paesi confinanti.
Purtroppo, oggi, tutte quelle che erano le grandi aspettative del
popolo eritreo sono state tradite da un pugno di persone a capo del
“Fronte Popolare per la Democrazia e la Giustizia”, i quali hanno
usurpato il potere statale attraverso l’inganno politico, la guerra e
le false promesse. A distanza di quindici anni dalla conquista
dell’indipendenza nazionale, oggi l’Eritrea si trova ad attraversare
un momento estremamente grave sotto tutti i punti di vista: politico,
economico, sociale ed umano. All’interno del paese è stato instaurato
un regime totalitario e repressivo senza precedenti nella storia del
paese, che ha letteralmente frantumato le speranze del popolo eritreo
e tramutato in una pesante tragedia umana per tutto il popolo. Un
popolo privato dei più elementari diritti umani, costretto a subire
ogni sorta di repressione. Arresti indiscriminati, persone fatte
scomparire nel nulla, ex-ministri e giornalisti finiti in carceri
segrete, arruolamento forzato della gioventù nell’esercito, famiglie
intere messe agli arresti, fino ad arrivare a togliere dal proprio
incarico il Patriarca della Chiesa Ortodossa Eritrea. Praticamente,
il regime eritreo ha trasformato, sfornando ogni giorno pretesti e
scuse prefabbricate, il paese in un vero e proprio lager, cercando di
togliere al popolo eritreo dignità umana, identità culturale e
religiosa.
Per
questo noi, oggi vogliamo ancora una volta fortemente denunciare la
grave situazione sulla violazione dei diritti umani in Eritrea e
chiedere alla comunità internazionale, in particolare all’Unione
Europea, alle istituzioni e alle forze politiche italiane, alle
organizzazioni sindacali, alle associazioni per i diritti umani e al
popolo italiano un forte impegno di carattere politico e umano
nell’isolare e denunciare il regime eritreo a tutti i livelli
possibili ed impedire che le atrocità contro il popolo eritreo
continuino e che questa tragedia si consumi in silenzio sotto gli
occhi del mondo intero. Domani potrebbe essere “troppo tardi”.
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Per contatti è possibile
rivolgersi a:
Email:<assoeritrea@libero.it>,<asper@tim.it>,<eridemocrat@yahoo.it>,<mosob@tiscali.it>,<hanibal_debesay@yahoo.it>